In un corsivo di Giuseppe Veltri, il Circolo di Legambiente Cosenza denuncia la devastazione del territorio, l’aggressione ai fiumi, la messa in pericolo delle vite umane ed i danni che potrebbero scaturire dall’inazione delle autorità: non vigilanza del territorio, non rispetto delle normative nazionali e regionali in materia urbanistica, silenzio e compiacenza delle istituzioni verso le lobby del cemento.
Mentre la Liguria e la Toscana piangono le vittime dell’ennesimo dissesto idrogeologico, vicino al nostro paese, precisamente a Zumpano, sta per apriree al pubblico un Centro Multisala Cinema in un’area ad alto rischio idrogeologico (classificazione R4 del PAI - Piano stralcio per l'Assetto Idrogeologico). “E’ singolare aver pensato – afferma Francesco Falcone, neo Presidente di Legambiente Calabria – di realizzare tale infrastruttura di servizio in un’area ad alto rischio, ponendo ad eventuale repentaglio l’incolumità di centinaia di persone, a pochi metri da un supermercato che quasi un anno fa è stato distrutto parzialmente da una frana, e che evidentemente non ha portato nessuno dei soggetti istituzionali preposti ad impedirne o verificarne la realizzazione come se nulla fosse accaduto”.
La cittadella commerciale di Zumpano è un ennesimo caso di sistema di gestione del territorio che non tiene conto del contesto geologico in cui insiste una struttura realizzata nelle immediate vicinanze del fiume Crati (il principale corso d’acqua della Calabria) e sotto una collina argillosa, che ad ogni pioggia registra movimenti franosi.
Per queste peculiarità nel 2001 il PAI ha classificato l’area ad altissimo rischio franoso per quanto riguarda la parte collinare e a rischio alluvione per la vicinanza con il Crati.
“Purtroppo quella di Zumpano – continua Falcone – non è un caso isolato di malsana gestione del territorio in provincia di Cosenza, che vede gran parte dell’area urbana aggredita da una cementificazione selvaggia, troppo spessa avallata da permessi e concessioni edilizie discutibili. A Rende nell’alveo del torrente Emoli presso la SS 19 in Via Volta, si sta realizzando un fabbricato condominiale di 10 piani”.
A difesa dell’immobile sull’argine destro del fiume sono stati posizionati dei blocchi di calcestruzzo che dovrebbero deviare il corso del fiume e difendere in caso di piena il fabbricato. E’ facile prevedere il danno che simile realizzazione può causare per effetto di una pioggia ingente al normale deflusso dell’acqua fluviale.
E’ altresì immaginabile che un’abbondante pioggia garantisca l’esondazione dello stesso fiume con le risapute conseguenze che anche i non addetti ai lavori conoscono: esondazioni, danni a cose e a persone.
Fonte: calabrianotizie.it
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