Al fianco delle parti sociali anche la Provincia: il provvedimento acuisce un disagio ormai insostenibile
Elvira Madrigrano
Lunedì prossimo sigle sindacali unite per lo sciopero unitario contro la manovra. I quattro sindacati si sono accordati per tre ore di stop e parteciperanno, in piazza 11 Settembre, ad un sit-in di protesta per manifestare la propria preoccupazione rispetto alle conseguenze che la manovra economica varata dal Governo Monti, avrà sui lavoratori dipendenti e sui pensionati.
Le sigle sindacali, unitamente, contestano i contenuti della manovra e il metodo adottato dal governo che non ha voluto aprire un confronto con i rappresentanti di lavoratori e pensionati.Cigl, Cisl, Uil e Ugl contestano l'aumento dell'Iva, delle accise sui carburanti, nonché la reintroduzione della tassa sulla prima casa: azioni che vanno a indebolire la situazione già precaria di lavoratori dipendenti e pensionati.
Una conferenza stampa ieri mattina, all'interno del centro Auser, tenuta dai segretari provinciali per spiegare le motivazioni dello sciopero.
Tonino Russo Cisl Cosenza afferma: «Insieme per dire no ad una manovra che colpisce i soliti noti» ed aggiunge «i poteri forti continuano a manovrare questo governo tecnico, salutato positivamente in un primo momento, ma a conti fatti deludente, perché da persone competenti ci aspettavamo di più, un maggiore confronto e non una semplice notifica di volontà già delineante e, soprattutto, inique».
La manovra Monti, in riferimento alle pensioni, prevede delle penalizzazioni pesanti per chi esce dal lavoro, l'estensione del meccanismo contributivo per tutti, un ulteriore innalzamento dell'età minima ed il blocco delle rivalutazioni delle pensioni superiori a due volte la minima, senza nessuna prospettiva per le future generazioni.
«Questo Governo è stato deludente» ricorda il segretario provinciale della Cgil Giovanni Donato e in merito alle proposte avanzate dalla confederazione per migliorare la manovra economica, afferma: «Chiediamo una manovra che miri a tassare i grandi patrimoni immobiliari, una decisa lotta all'evasione fiscale, l'abolizione di tutti i privilegi ch si annidano ancora nel sistema pensionistico italiano ed un concreto abbattimento dei costi della politica».
Rafforza il concetto Elio Bartoletti della Uil: «Questa manovra ci obbliga a scendere in piazza. Decisioni scellerate stanno invadendo il settore della sanità pubblica, dove ogni giorno si attuano tagli che non consentono ai dipendenti di poter lavorare, ma contemporaneamente si esternalizzano i servizi privatizzandoli, una modalità antitetica».
Giuseppe Brogni segretario provinciale Ugl aggiunge: «Scediamo in piazza per contestare la manovra e contestualmente chiedere un tavolo di concertazione con le parti sociali».
Angelo Sposato segretario generale Cgil pollino-sibaritide-tirreno rispetto ai colleghi sindacalisti aggiunge: «Dal Governo Monti ci saremmo aspettati di più, una maggiore attenzione per le classi sociali più deboli e proposte seri di rivalutazione per il Mezzogiorno» e ricorda in chiusura: «A Cosenza il 31 dicembre 2012 scadrà la mobilità in deroga per 4.000 lavoratori che si ritroveranno senza ammortizzatori sociali».
Allo sciopero nazionale aderiscono anche il Comune di Aiello Calabro e la Provincia di Cosenza perché, afferma il suo presidente Mario Oliverio: «Abbiamo aderito allo sciopero unitario proclamato dai sindacati – ha detto il presidente della Provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio – perché crediamo che ci sia ancora il tempo e la necessità per apportare una serie di cambiamenti in grado di imprimere alla manovra varata dal Governo-Monti i tratti dell'equità e della sostenibilità sociale. Occorre dar voce ad un disagio sociale che ormai è diventato insostenibile e che la manovra, senza gli opportuni aggiustamenti, acuirebbe ulteriormente, scaricando i suoi costi sulle fasce più deboli, sul mondo del lavoro, sugli enti locali, sui pensionati e su un Mezzogiorno a cui, soprattutto negli ultimi anni, è stata negata ogni occasione di crescita e di sviluppo. Essa, infatti, colpisce i redditi più bassi, contrae ancor più i consumi, accentua la recessione e crea nuova disoccupazione. Siamo consapevoli – ha proseguito Oliverio – che la manovra sia necessaria ad evitare effetti catastrofici e a fare uscire il Paese dalle macerie in cui lo ha ridotto il governo-Berlusconi, ma siamo altresì convinti che bisogna spostare l'asse del risanamento dal lavoro e dalle pensioni ai grandi patrimoni ed alle grandi ricchezze, ai capitali scudati, al contrasto all'evasione fiscale ed al lavoro nero».
Il blocco del 12 dicembre riguarda tutti tranne i dipendenti pubblici e i servizi locali, che devono dare un preavviso maggiore per convocare un'agitazione. I dipendenti pubblici incroceranno le braccia per otto ore, l'intera giornata lavorativa, lunedì 19 dicembre. I trasporti probabilmente anticiperanno l'agitazione al 16 o 17 dicembre, data dopo la quale scatta il periodo di "tregua natalizia».
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