Diversi i calabresi a bordo della nave affondata vicino all’Isola del Giglio. Tra questi il nostro concittadino e amico Walter Cosentini, che nei momenti successivi all'urto della nave contro uno scoglio, nel mare dell'Isola del Giglio, ha telefonato al fratello, Luigi: «Stiamo affondando».
Sembrava uno scherzo, invece era il drammatico racconto in diretta di un viaggio di piacere che si stava trasformando in tragedia. Sulla Costa Concordia, Walter era salito a bordo insieme alla moglie Christina Rende e ai figli Antonio e Chiara, per una breve vacanza. Per fortuna per la famiglia Cosentini tutto si è concluso per il meglio, ma è stata una notte indimenticabile.
La telefonata a Luigi è arrivata poco prima dell'una. Walter ha telefonato a Luigi raccontando che al momento del boato e del buio loro erano a teatro. Walter, Christina e i piccoli stavano assistendo all'esibizione di alcuni artisti, ma all'improvviso hanno avvertito un botto; poi le luci si sono spente, la moquette del teatro completamente inzuppata d'acqua e ovunque la gente in fuga. La famiglia ha avuto il tempo di correre verso il punto di ritrovo, ma sulla prima scialuppa sulla quale erano riusciti a salire - sempre secondo quanto ha raccontato il fratello Luigi - si era rotta una cima, rendendo necessario trasferirsi di nuovo sulla nave che stava affondando. Ancora paura e urla, ma Walter ha tenuto i nervi saldi per tutti, ha afferrato la figlioletta più piccola tenendola salda sul busto, si è preso cura della moglie e dell'altro figlio ed è finalmente riuscito a salire su un'altra scialuppa assieme ad altri 400 naufraghi. Hanno capito di essere in salvo solo alle 4.30 del mattino quando, finalmente, hanno toccato terra a bordo del loro mezzo di salvataggio.
In mare, l'enorme carcassa della lussuosa Costa Concordia, semiaffondata. La famiglia di Walter è stata ospitata per tutta la giornata all'Hilton Garden di Fiumicino, in attesa di un volo che li ha riportati a Lamezia Terme, penultima tappa prima del definitivo ritorno a casa.
”Come ho vissuto quei momenti? Da subito – aggiunge – mi sono reso conto che si stava rivivendo la vicenda del Titanic: stesso panico, stessa disperazione, stessi problemi soprattutto con le scialuppe. Ho dovuto legare mia figlia alla cinghia per evitare di perderla di vista mentre mia moglie e’ rimasta con l’altro mio figlio. Ci siamo persi di vista per qualche minuto nel caos delle scialuppe ed e’ stato drammatico. In quel buio non ci eravamo nemmeno resi conto di essere cosi’ vicini alla costa e arrivare a terra e’ stato molto complicato”. ‘‘Una cosa pero’ – aggiunge Walter non trattenendo l’emozione – la voglio dire: non dimenticheremo la solidarieta’ degli abitanti dell’Isola del Giglio. C’erano tutti e cinquecento i residenti quella sera ad accoglierci. Hanno anche aperto la chiesa. Prima di andare via, come segno di riconoscenza, per tutti ho baciato una signora, cosi’ a caso. Grazie”.
Così Francesca Acciardi, la mamma di Walter: "E' stato un miracolo. Mio figlio, la moglie ed i suoi figli sono vivi per un puro miracolo".
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