Santa Maria Lauretana (Guarno)
Antica cappella nobiliare, si trova nella frazione Guarno. Fino a qualche anno fa la suddetta chiesa era dedicata a Santa Domenica Vergine e martire. La Santa fu martirizzato in Nicomedia durante la persecuzione dell'imperatore Diocleziano (IV secolo dopo Cristo). Attualmente i resti mortali della Santa si trovano nella Concattedrale di Tropea. L'originaria Chiesa di Santa Domenica era ubicata nell'omonima piazza che da anche il nome al rione. Della originaria esistono solo le fondazioni. Era la Chiesa più grande di Aprigliano, crollata con i terremoti che devastarono il circondario nei sec. XVII e XVIII. Le restanti due colonne della chiesa di fianco all'attuale centro abitato sono crollate con il terremoto del 1908. Nel 1962 il Genio Civile ristruttura tutte le strade del paese compresa la piazza di S. Domenica, e i ragazzini di allora si divertivano a terrorizzare gli amichetti, per la frazione, brandendo le ossa portate alla luce dal lavoro delle ruspe. Per non far perdere titolo e personalità giuridica alla parrocchia di S. Domenica, il titolo medesimo passa all'attuale chiesa di S. Maria Lauretana. Nel 1986, il Vescovo, Mons. Dino Trabalzini riduce da cinque a due il numero delle parrocchie apriglianesi, preferendo titolari le chiese di S. Domenica (ora, S. Maria Lauretana) e di S. Maria delle Grazie perché centrali a scapito di quelle (benché più capienti nel caso di S. Maria Lauretana) più periferiche. L’interno della Chiesa di S. Maria Lauretana, ad una sola navata, dopo vari rifacimenti che ne hanno fatto perdere l’aspetto settecentesco, conserva i dipinti raffiguranti San Rocco, San Francesco di Paola e Santa Rosa, eseguiti da Francesco Saverio Carvelli nel 1770. Sul soffitto, grande tela raffigurante la Madonna di Loreto circondata da angeli. Nell'abside, decisamente spoglio (rimosso l’altare maggiore che presentava una fattura comune a varie chiese apriglianesi (vedi San Rocco) e chiuse le nicchie accoglienti le statue del Sacro Cuore, Madonna di Loreto e Santa Domenica) è presente un crocifisso ligneo e un interessante tabernacolo. Attigua alla chiesa v’è la torre civica con orologio.
San Demetrio (Grupa)
È situata nella frazione Grupa. Costruita probabilmente tra il ‘500 e il ‘600, della struttura originaria rimane poco a causa del rifacimento effettuato nel secolo XIX, dopo che il terremoto del 12 febbraio 1854 l'ebbe danneggiata gravemente. E' stata ricostruita intorno alla fine del secolo XIX dallo zio del Barone Capocchiano. Gli elementi che rimangono dell'originaria struttura sono: i dipinti e opere lignee intagliate del '600, il portale in pietra, lo schema a tre navate e il pavimento in blocchi di tufo. Le tre navate erano divise da colonne bianchissime (colore che, fino a poco tempo fa prima dell’ultimo intervento, caratterizzava tutto l'interno della chiesa), che, secondo notizie tramandate oralmente dagli abitanti del luogo, furono costruite usando malta e latte al posto dell'acqua. Nel transetto a pianta semicircolare con copertura a volta semisferica, altare di stucchi ad imitazione del marmo. Sulla parte destra si erge il campanile a pianta quadrangolare. I dipinti raffigurano: Madonna del Carmine con i SS. Lorenzo, Giovanni Battista, San Francesco di Paola; Madonna del Rosario tra i SS. Domenico, Caterina, Pietro da Verona, Rosa del sec. XIX; Madonna col Bambino San Giacomo e altro santo; Immacolata con San Nicola e San Francesco di Paola del sec. XIX. Oltre ad un crocifisso ligneo dell'800, della stessa epoca sono le statue lignee dedicate a San Rocco, San Giuseppe Colasanzio, Addolorata, Immacolata. Inoltre, sono conservati armadi e confessionali lignei settecenteschi.
Nel corso del 2004 è stata sottoposta a restauro conservativo che ha interessato il tetto, l’esterno (ma parzialmente) e l’interno.
Santa Maria Delle Grazie (Vico)
È un notevole complesso architettonico originariamente sorto e annesso a un convento di padri Agostiniani Riformati (fondato da Francesco Marino, più conosciuto col nome di beato Francesco di Zumpano)di cui restano, adiacenti sul lato ovest del santo edificio l’area e i ruderi dei muri perimetrali. Probabilmente fu abbattuto in seguito agli eventi sismici del 1638 e del 5 febbraio 1783. Ma, in ogni caso, convento e chiesa furono abbandonati su decreto dell’allora Papa Innocenzo X (1652 - 1662) che regolò la soppressione di quei conventi che avessero meno di sei componenti. Tuttavia sappiamo che “Conventus Apriliani (di Aprigliano) in dioecesi Cusentina tit. S. Mariae de Gratia an. 1583 pertinebat ad Congregationem Zampanorum”.
È da sottolineare, pertanto, che il convento dell’Ordine di S. Agostino fu fondato prima ancora della creazione della Congregazione degli “Zumpani”. Non esistono documenti disponibili per determinare l’esatta data della costruzione. I soli che ci conoscono danno come certa la officiatura della chiesa già nel 1483. Circa il convento di Vico, dopo la soppressione, vi fu trasferita la chiesa parrocchiale sotto il titolo di S. Tommaso, vescovo di Conturbia. La facciata tripartita, anticipa la divisione interna a tre navate divise da robusti pilastri; ha tre bei portali in pietra e un campanile.Il prospetto, di vago stile romanico, ha subito successivi rifacimenti ai portali che ne hanno sensibilmente alterato l’originaria linea architettonica. Dal punto di vista architettonico la struttura ha una forma basilicale a tre navate, due centrali e una laterale, divisa da grossi pilastri in muratura. La navata ha uno sviluppo longitudinale di 40 metri. Il presbiterio, mai realizzato, originariamente era stato disegnato a forma di croce latina. All’interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie è ancora oggi conservato un quadro raffigurante San Tommaso Beckett e opere di rilievo artistico come una statua marmorea della Madonna delle Grazie col bambino, statua di marmo carrarese a figura intera con scannello che reca la scritta: Maria Mater Gratia MDLIIII, probabile opera di G. Battista Mazzolo, di scuola gaginesca, scolpita nel 1564. L’abside, di forma semicircolare, accoglie un fastoso altare barocco, recentemente restaurato. Di fronte alla predetta figura scolpita è la statua di san Giuseppe. I dipinti raffigurano: Crocifissione, Madonna col Bambino e San Rocco, Madonna delle Grazie tutte di ignoti del sec. XIX. Tra le opere lignee: crocifisso del sec. XX, statua dell'Immacolata (sec. XIX); statua di Sant'Antonio da Padova (sec. XIX), reliquiario (sec. XVII). Il battistero con cappello ligneo poligonale intagliato, è del '600; inoltre, stipo in noce intagliato e croce processionale in argento. Il tetto è a due spioventi con capriate a vista. La chiesa, a causa dell’incuria dell’uomo, divenne inagibile dal 1966. Il crollo del tetto della sagrestia, lo smantellamento della rimanente copertura e la sospensione forzata dei lavori di recupero ha causato notevoli danni all’interno del santo edificio. La fastosa decorazione a stucco del ‘700 è stata, per lo più, spazzata via. La chiesa è stata chiusa al pubblico fino al 1992 (apertura della navata di destra). Data, invece, al 1998 l’inaugurazione del complesso restaurato. Nel 2003 è stata ultimata la terza navata con la cappella intestata al Sacro Cuore, dove tutti i giorni, eccetto la domenica, viene celebrata la Santa Messa. La cappella, inoltre, è stata ristrutturata grazie all’aiuto concreto della famiglia Apa, della popolazione tutta e di Mons. don Luigi Lavorato.
Santa Maria dell'Assunta (Vico)
Situata lungo il fiume Crati fu, probabilmente la prima chiesa del territorio di Aprigliano. Nata come cappella rurale della confraternita di Sant’Andrea, conserva la statua del Santo esposta sulla facciata esterna insieme a quella di San Pietro e San Francesco di Paola. Fu usata, anticamente, per le riunioni di culto dei membri della confraternita, come risulta dallo statuto approvato dal governo borbonico in data 29 febbraio 1768. Ampliata nell’800 è una delle chiese più frequentate dagli apriglianesi che, dopo il terremoto del 1783, la dedicarono al culto della Madonna dell’Assunta. Nel 2004 una importante opera di recupero ha interessato il tetto, l’esterno, la facciata e l’attigua torre campanaria. Presso la Chiesa dedicata all'Assunta, ogni 5 febbraio viene celebrata una processione dedicata alla Madonna che salvò il paese (Frazione Vico) dal terremoto del 1783. In questo giorno sentito, la popolazione segue la processione che parte dalla Chiesa di S. Maria delle Grazie, con corone di spine (roveti) o asparagi selvatici. Una volta che il Sacerdote intona il TE DEUM, la musica suona a festa e tutti gettano la propria corona nel burrone adiacente.
San Leonardo (Corte)
Chiesa dedicata alla Madonna del Rosario e a San Leonardo situata nella frazione Corte. Risale al XVII secolo ma deve il suo aspetto attuale ai rifacimenti del secolo scorso che ne hanno cancellato l'impianto originale. L’esterno è caratterizzato dalla presenza del monumentale campanile con la statua della Madonna Immacolata posta sulla cuspide. Al suo interno, mononavato, quadro di San Rocco proveniente da una chiesa omonima che si ergeva fuori l'abitato e ormai diruta, il Battesimo di Cristo del 1985; statua della Madonna del Rosario; dipinto raffigurante San Luigi e statua di San Leonardo. Nell'abside, statue di Santa Rita e del Sacro Cuore. Degno di nota è l’altare maggiore (pregevole pala d'altare lignea in stile barocco, opera di intagliatori locali) con tela raffigurante la Madonna del Rosario, nella quale si intravede la mano del Santanna.
Santo Stefano Protomartire (S.Stefano)
La Chiesa è situata nella frazione omonima. Edificata nel 1500, fu ricostruita nel 1757 (come fa ritenere una epigrafe posta sulla terza colonna di sinistra). Tale ipotesi è confortata dall’esistenza di due colonne di tufo nella navata destra e dei pilastri che sorreggono l'arco (anch'esso in pietra di tufo) della zona presbiteriale (strutture queste, che si ritengono risalenti alla primitiva costruzione). Nel 1920 (come ci risulta, peraltro, da un piccolo marmo posto in alto e a sinistra dell’altare di san Francesco di Paola) fu sottoposta a restauro conservativo. Altri interventi si ebbero negli anni ’80 e ’90. Si può accedere all’interno attraverso due grandi portoni. Altre due entrate conducono, rispettivamente e direttamente, alla sagrestia e (retro) alla sala parrocchiale. È strutturata su tre navate con una sola abside. Accanto si erge la torre campanaria. All’interno, due splendidi altari laterali (dedicati, rispettivamente, a san Francesco di Paola e alla Madonna del Rosario) del XVIII secolo e l’altare maggiore, del 1622. Tra le opere d’arte ivi contenute ricordiamo due tele di Cristoforo Santanna raffiguranti, rispettivamente, la Madonna col Bambino tra i SS. Pietro e Stefano e la Madonna del Rosario; un altro olio su tela di ignoto del sec. XIX su cui è ritratto San Francesco di Sales. V’è, inoltre, nella navata di destra, un grande dipinto raffigurante la lapidazione di santo Stefano, opera di Umberto de Maria, chiuso in una maestosa cornice intagliata dal locale maestro locale Vincenzo Muti. Il de Maria è autore, pure, di un San Francesco di Paola (1912). Da ricordare, infine, un pulpito in legno finemente intagliato del ‘600 e un fonte battesimale in pietra. Le statue raffigurano: Addolorata (lignea, sec. XIX), Santo Stefano (sec. XX), S. Francesco di Paola (sec. XIX). Nella navata destra, in basso è la tomba di Don Domenico Piro, meglio conosciuto come Duonnu Pantu, poeta e filosofo morto nel 1696.
Santa Lucia (Petrone)
Piccola chiesa situata nella frazione Petrone. La seicentesca chiesa dedicata originariamente a Santa Maria Assunta. Solo dal 1973 la chiesetta ha preso la denominazione di "Piccolo Santuario di Santa Lucia", poiché vi si trova una statua della Santa alla quale è dedicata una festa molto sentita il 13 dicembre. All’interno in evidenza, statua lignea della santa titolare (sec. XIX), e i seguenti dipinti: San Giuseppe (fine '700-inizi '800), Santa Lucia (sec. XIX), Gesù tra i SS. Pietro e Paolo di V. Fiozzi del sec. XVIII. Nella Chiesa di S. Lucia venne battezzato il noto poeta apriglianese Pirro Schettini. L'amministrazione comunale intestò la via principale della frazione Petrone proprio al poeta Schettini.
San Rocco (S. Rocco)
Costruita intorno alla metà del XVIII secolo e restaurata all’inizio degli anni ‘90 del secolo scorso. Sulla sommità, campanile a vela, caratteristica architettonica comune a varie chiese apriglianesi. Sulle campane della chiesa di S. Rocco si può leggere in lingua latina: "A devozione del popolo di Aprigliano, il Parroco Tommaso Calvelli fece erigere questo simulacro perché Aprigliano è stato salvato dalla peste". Anticamente vicino alla Chiesa di S. Rocco si trovava la casa dell'eremita. Un orto curato da quest'ultimo si estendeva laddove sorsero le moderne case popolari. Anticamente nella settimana della festività di S. Rocco, si svolgeva la fiera dedicata al Santo Patrono. All’interno, mononavato, pregevole altare. Sulla destra, la statua del patrono di Aprigliano, San Rocco. Nella sagrestia testa in marmo di statua proveniente dalla diruta chiesa di Santa Domenica. Ancora, un quadro raffigurante il Santo racchiuso in una antica cornice in legno e oro. Successivamente la cornice venne tolta e restaurata dalle Belle Arti di Cosenza. In proseguo di tempo l'intero dipinto venne custodito nell'abitazione di Riccardo Piro e, ancora, nella Casa Canonica dopo abitavano le Suore del Sacro Cuore. L’interessante altare in legno collocato in occasioni dei recenti restauri si trova, attualmente, nella cappella privata della casa canonica di Guarno. S. Rocco è il Santo Patrono e Protettore di Aprigliano, questo è confermato dalla sua presenza in ogni luogo di culto apriglianese:
• nella Chiesa S. Maria Immacolata, Fraz. Agosto, è presente un quadro e una statua di S. Rocco.
• nella Chiesa di S. Leonardo, Fraz. Corte, è presente un quadro, inoltre nella soffitta si trova una statua di S. Rocco priva di testa.
• nella Chiesa di S. Maria delle Grazie, Fraz. Vico, è presente una statua di S. Rocco restaurata nel 2003.
• nella Chiesa di S. Stefano nella navata sinistra è presente un quadro raffigurante la Resurrezione di S. Rocco.
• nella Chiesa di S. Demetrio, Fraz. Grupa, è presente la statua del Santo
Santa Maria Immacolata (Agosto)
L'attuale impianto è della metà del secolo XVI, come si evince dalla data impressa sulla finestra del fronte (1550). Possiede un portale tufaceo a tutto sesto e, in alto, finestra quadripartita; ai lati, colonnine con capitelli e simboli fitomorfi. A unica aula rettangolare con abside quadrata, è planimetricamente articolata con la torre campanaria a tre ordini divisi da cornici lapidee ed accesso costituito da un inusuale ponticello in muratura che lascia supporre un suo possibile utilizzo come torre di guardia. Conserva un altare in muratura e alcuni dipinti del noto artista locale Settimio Tancredi. Il quadro posto sull’altare maggiore è della fine del ‘600. La chiesa si trova nelle vicinanze del fiume Crati, oltre la frazione Agosto. Al di sotto di essa si estende un antico passaggio sotterraneo che conduce fino ad un’abitazione privata di Corte. Una seconda via d’accesso, che dipartiva dall’interno del sacro tempio, fu murata su disposizione di don Luigi Ruffolo. Oscuro l’utilizzo del tunnel sotterraneo. Secondo la tradizione il passaggio segreto veniva utilizzato dai monaci (anticamente - come diremo da qui a poco - la chiesa dell’Immacolata accedeva ad un convento) per raggiungere l ‘abitato di Corte allo scopo di incantare o sedurre le donne del luogo. Sino al 1974-75 l’ingresso del passaggio era aperto e quindi visibile. Il predetto ingresso, ad arco, misurava un’altezza di 2 metri circa per 1 metro e 40 di larghezza. Esso era situato all’interno del muro di cinta che delimitava i “zimmitieri”. Muro che, originariamente, misurava un’altezza intorno ai 5 metri. La chiesa era annessa ad un antico convento o monastero di cui non resta alcuna traccia visibile. I monaci si dedicavano alla coltivazione della terra, praticavano l’arte della carpenteria e gestivano mulini e “trappiti”. Infatti, a circa 150 metri dalla chiesa, in prossimità del fiume, sono ancora visibili i resti di un antico mulino ad acqua.
San Nicola delle vigne (S. Nicola)
Chiesetta situata nella frazione omonima.
Costruita nel sec. XVIII, fu distrutta dal terremoto del 1783 per essere successivamente ricostruita.Conserva al suo interno una statua dedicata a San Nicola di Bari, dell'800.
Biblio: www.optacon.calabria.it/definitivo/ progetti_sperimentali/itinerari/A/apriglia.htm
più spec. DE LORENZO R., Aprigliano tra storia e cronaca, tesi UNICAL, a. 1986-87


