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La Sila Apriglianese

Aprigliano è uno dei comuni più estesi, come territorio, della Sila. Infatti, con i suoi 12.000 ettari, la maggior parte oltre i 1.000 metri d’altitudine, interessa circa la metà della Sila Piccola cosentina. Numerose sono le contrade silane ricadenti nel comune e precisamente da Nord a Sud sono: Barracchelle, Pino Collito, Ceci, Quaresima, Gisbarro, Tassitano, Cappello di Paglia, Pita dell'aglio, Abete dell'aglio, Caporosa, Zimmaro, Camarda, Poverella e Spineto. Alcune di esse sono state dotate di chiesa (Quaresima, Caporosa, Spineto) e scuole materne ed elementari (Quaresima, Barracchelle, Pino Collito, Cappello di Paglia, Caporosa e Spineto).

Ad oggi è in funzione un unico edificio scolastico (fraz. Poverella); mentre a Camarda vi è l’ufficio postale. A poca distanza da Lorica, tra le frazioni Quaresima e Barracchella si trova la località Ceci. In zona si trova un antico romitaggio costruito da Gioacchino da Fiore. Il complesso, rimasto intatto, si affaccia sul lago Arvo e conserva sul portale un giglio florense del 1198, opera di scalpellini di San Giovanni in Fiore. Il fiore è stilizzato su uno stemma in pietra incastonato nella volta. Quaresima dista circa 20 km da Aprigliano. Il villaggio è formato da poche case ed è inserito in una natura incontaminata e rigogliosa. Particolare è la piccola chiesa rurale costruita sulla riva del lago Arvo.
Località Baracchella. Dista dal centro abitato della frazione Guarno circa 22 km. Situata sul lago Arvo, è un piccolo borgo di case a soli 3 km da Lorica.
Caporosa e i suoi boschi. La località dista dal centro di Aprigliano circa 30 km. è vicina al lago Ampollino. Caratteristica la piazzetta con veduta panoramica sul lago. Indiscutibile è la bellezza dei suoi fitti boschi dove si incontrano pini secolari, faggi, pioppi e ontani.
Contrade Spineto, Cappello di Paglia, Tassitaro e Zimmaro. Sono famose per i boschi di pini larici. Il biancospino, la rosa silana e il pruno spinoso si incontrano con facilità in queste località. Il clima e la presenza dei laghi creano la giusta umidità che favorisce la crescita di diverse specie di funghi.
A Spineto (il cui nome deriva dalle numerose siepi e cespugli spinosi che vegetano in questa zona) si trova a sorgente del fiume Savuto. Detta sorgente è chiamata, anche, “Fontana del ladro” per via, in passato, dei sistematici agguati che presso di essa i briganti operavano a danno dei pastori durante la transumanza che dallo Jonio portavano le greggi sull'Altopiano Silano e viceversa. Questo ricatto, che si è perpetuato fino ai primi del 1900, era il prezzo da pagare per il libero passaggio attraverso questo varco obbligatorio e andava dal giovane vitello alla pecora migliore, dal capretto più carne a parte delle scorte che i pastori portavano con loro.
Tutte queste frazioni sono sorte a seguito della anzidetta riforma fondiaria avviata negli anni cinquanta dall'allora Opera Sila, oggi ARSSA. Questa opera di riforma ha previsto la "confisca" di alcuni terreni demaniali e dei latifondisti di allora e la consegna degli stessi, opportunamente divisi in poderi (con le relative abitazioni) e quote, ai contadini bisognosi del tempo. Tale attività fondiaria ha consentito la nascita di molte imprese agricole specializzate nella coltivazione della patata e del frumento tenero, le due colture principe dell'intero Altopiano Silano. L'altro settore importante per l'economia silana è l'allevamento animale caratterizzato dalle mandrie di bovini "podolici" che ancora vive l'antica transumanza, vale a dire lo spostamento dalle aree collinari a quelle montane nel periodo estivo e viceversa nel periodo invernale. La produzione di latte di questi animali è utilizzata per l'ottenimento del famoso caciocavallo, un formaggio a pasta filata che ha avuto il riconoscimento della DOP (denominazione di origine protetta) dall'Unione europea.
La grande ricchezza della Sila apriglianese, però, è data dalle immense distese boschive, caratterizzate dal castagno e dal faggio fino ai 1000 metri di altitudine, dal pino nero e dagli abeti nelle aree più elevate. Inoltre bisogna segnalare in località Lardone, nello splendido parco forestale da poco ristrutturato, a circa 10 chilometri dal centro abitato di Aprigliano, la presenza di alcuni esemplari secolari di sequoia, esempio unico nella nostra regione. La presenza di aree incontaminate nelle zone più impervie delle nostre montagne ha favorito la conservazione di specie animali ormai rarissime come il gatto selvatico, la trota macrostigma e lo scoiattolo rosso, patrimonio naturale di inestimabile valore. Dal punto di vista turistico la montagna apriglianese possiede delle bellezze invidiate da molti. Infatti, sia il lago Arvo sia l’Ampollino, i cui invasi ricadono - in parte - nel territorio comunale, sono incastonati tra le alture e circondati da lussureggianti boschi di pini ed abeti. Questi luoghi, oltre ad offrire viste panoramiche di sapore alpino, sono la meta di numerosi amanti della pesca sportiva di acqua dolce. Un'altra attrazione per gli amanti della natura è data dalla raccolta dei funghi nel periodo autunnale, attività che, oltre ad interessare una folta schiera d’appassionati, innesca un indotto commerciale di tutto rispetto.
Ancora, a Barracchella, Caporosa e Spineto si realizzano varie attività estive: campi scuola per ragazzi e giovani, settimane formative e di studio nonché giornate di ritiro e svago per adulti oltre a campi scout per ragazzi.


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