Le notizie storiche di cui disponiamo sono piuttosto rare ed isolate e non ci consentono di ricostruire con esattezza le origini di Aprigliano. Casale del Manco, Aprigliano era una delle 21 Baglive (sede di Magistratura di grado inferiore) di Cosenza ma ignota è la genesi dei nuclei abitativi. Certo è che il paese si differenzia dagli altri casali per avere origini antecedenti alle invasioni saracene. L’origine di Aprigliano risalirebbe perciò al periodo bruzio. Secondo una nota di Plinio, Aprigliano è l’antica Aprustrum altresì detta in lingua latina Abystrum e Abustrum. Tuttavia, non manca chi vuole legarlo ad Absistro o all'antico Apricus che (come approfondiremo da qui a poco) significa salubre per la sua posizione o ad un incerto Aprilianus, dal nome di un console romano.
Altri legano il nome odierno al latino aper, il cui significato è terra ricca di cinghiali. Ancora, sempre secondo Plinio, fu conosciuto come Arponio, (falcato dal Crati), denominazione che gli derivò dalla sua posizione geografica a ridosso del fiume, e che mantenne fino al XII secolo. Giuseppe Rogliano ci riferisce che secondo Ecateo di Mileto (framm. 30-41) ed alcune notizie di Erodoto e per quello che ci dice Scilace (525 a.C.) tra gli stanziamenti dei Pelasgi e degli Enotri, vi era, approssimativamente, anche Arponio. In età romana il Bruzio ricevette colonie che associavano alla finalità militare e politica quella di assegnare terre da coltivare. Vi si diffuse il praedium, (podere) con una pars dominica, una lussuosa residenza, e una pars rustica, numerosi cascinali di coloni e schiavi, fino a divenire, in seguito, villaggi e paesi. Rimangono, soprattutto sulla Sila, molti toponimi prediali. Aprigliano rientrerebbe tra i “nomina praedialia” della provincia di Cosenza. Ciò detto, se escludiamo la nota di Plinio, possiamo chiaramente sostenere che l’etimologia del nome Aprigliano, così come la sua origine, sono molto controversi giacché non esistono precisi fondamenti archeologici o documentari. Infatti, sotto il profilo della documentazione archeologica la Aprigliano di età bruzia (o brettia) è tuttora sconosciuta così come altrettanto avare di notizie su Aprigliano sono le fonti relative al periodo della dominazione romana. Altri (Andreotti), farebbero risalire l’origine di Aprigliano al 977 d.C., dunque in quel lasso temporale che va dal 975 al 986 d.C., periodo che registra la distruzione di Cosenza e il ripopolamento dei Casali. In altri termini, seguendo tale impostazione, possiamo avanzare la seguente ipotesi: l’esodo forzato della popolazione cosentina in fuga dai saccheggi e dalle invasioni avrebbe comportato, di poi, il ripopolamento di zone considerate “sicure” – al riparo dalle incursioni saracene - e la fondazione dei predetti Casali che andavano da Castiglione Cosentino fino a Scigliano, abbracciando tutti i paesi della Presila e della Valle del Savuto. In ogni caso, le frazioni di Aprigliano, nella loro attuale denominazione, tradiscono un’origine dal latino: infatti, le frazioni "Corte", "Grupa", "Vico", "Guarno", "Agosto" possono riferirsi, rispettivamente, ai termini latini: "Cohors" (la coorte), "Gruma" (il punto d’incontro di 4 vie, al centro dell’accampamento militare), "Vicus" (il quartiere più distante ove erano sistemati magazzini ed officine), "Praesidium" (volgarizzato nel termine medievale di guarnigione “Guaranon”); "Augustus" (luogo ove era posta, forse, la tenda del rappresentante imperiale); e tuttora, nello stradario di Aprigliano, permangono intitolazioni come "discesa di Nettuno", o, " Via dei Romani". Intorno al 1180, l’abate Gioacchino da Fiore (che dimorò e morì nell’Eremo di S. Martino di Canale - nei pressi di Aprigliano) lo indicò, per la prima volta, con il nome di Arpiliano, e soltanto nel XIV secolo, con la metatesi della “r” e della “l” si arrivò all’attuale denominazione di Aprigliano. Si ritiene anche che l’attuale nome derivi dal mese di Aprile, “per la felice temperatura e l’amenità della terra sita a mezzogiorno”. L’Accattatis, infatti, dopo aver affermato che Aprigliano è fra i più bei casali della provincia di Cosenza, scrive: “…l’etimologia del suo nome suonerebbe luogo aprico, né la smentiscono i dieci o undici villaggi che compongono il suo fertile territorio…”. Del resto, gli storici Barrio e Aceti, relativamente all’etimologia del nome, ribadiscono: “Aprilianum puto a aprili mense dictum ad aeris iucunditatem tempereriemque, terraeque amoenitatem ad meridiem sitae”.
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