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Cenni Storici

Le origini e l’etimologia del nome Aprigliano

Le notizie storiche di cui disponiamo sono piuttosto rare ed isolate e non ci consentono di ricostruire con esattezza le origini di Aprigliano. Casale del Manco, Aprigliano era una delle 21 Baglive (sede di Magistratura di grado inferiore) di Cosenza ma ignota è la genesi dei nuclei abitativi. Certo è che il paese si differenzia dagli altri casali per avere origini antecedenti alle invasioni saracene. L’origine di Aprigliano risalirebbe perciò al periodo bruzio. Secondo una nota di Plinio, Aprigliano è l’antica Aprustrum altresì detta in lingua latina Abystrum e Abustrum. Tuttavia, non manca chi vuole legarlo  ad Absistro o all'antico Apricus che (come approfondiremo da qui a poco) significa salubre per la sua posizione o ad un incerto Aprilianus, dal nome di un console romano.

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Aprigliano tra il XIII e il XVIII secolo

Nel XIII secolo (1231 ca.), Aprigliano (quantomeno parte del suo territorio) entra a far parte del patrimonio ecclesiastico dell'Abbazia di S. Eufemia. Infatti, l’imperatore Federico II di Svevia, per necessità strategico difensive, concesse ai monaci dell'Abbazia di S. Eufemia, alcune terre già facenti parte del territorio del Casale di Aprigliano “cum amibus militibus…”, “franchiis et villanis, in eis morantibus, cum amnibus pertinanetiis, appendiciis et juribus suis…”, in cambio del castello di Nicastro. Già nel 1300 il paese si componeva di tanti piccoli casali: S. Nicola delle vigne o Vecio, Vico, Agosto, Petrone, Corte, Guarno, Pedalina, Pera, S. Stefano, Casignano e Grupa.

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Nel XIX sec. Il Periodo Napoleonico

Ai primi del 1806 le vicende politiche e militari si susseguirono travolgenti nel Regno di Napoli. L'arrivo in città del generale francese Massena e la fuga di Re Ferdinando a Palermo il 23 gennaio misero, di fatto, il Regno nelle mani dei francesi. Del resto, associare il Regno di Napoli al sistema imperiale significava togliere una spina dal fianco dell’Impero di Napoleone, rafforzandone il lato meridionale. Il trono di Napoli fu assegnato a Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone. L'esercito borbonico nella prima decade di marzo tentò a Campotenese un estremo sforzo per fermare i francesi, ma la disfatta fu totale, per cui anche la Calabria si spalancò alla penetrazione straniera.


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Aprigliano terra di briganti

A seguito del Congresso di Vienna e della Restaurazione, la Calabria, Cosenza e Aprigliano ritornano sotto il dominio borbonico: Ferdinando IV, il vecchio re, riassume il titolo di Ferdinando I di Borbone. Con un decreto del 9 settembre 1820 vi veniva istituita una brigata a piedi del corpo di Gendarmeria Reale. Nel corso dell’Ottocento, Aprigliano diviene sede di Giustiziato Circondariale e quindi di Pretura. Diversamente, sempre nello stesso periodo, il territorio comunale subisce diverse modificazioni che ne riducono sensibilmente l’estensione. Nel 1833 Figline fu distaccato dal Circondario di Aprigliano ed eretto in Comune autonomo.

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