Il riccio... Nome comune di alcune specie di mammiferi dotati di aculei, superficialmente simili all'istrice, ma più strettamente imparentati con la talpa e il toporagno.
I ricci, diffusi in Europa, Asia e Africa, hanno sul dorso un mantello di aculei lunghi, rigidi e appuntiti, mentre sul ventre la pelliccia è soffice.
I ricci raggiungono una lunghezza media di circa 25 cm e variano per colorazione dal marrone chiaro al nero. Hanno un muso appuntito, occhi piccoli, zampe corte e coda vestigiale non visibile all'esame esterno dell'animale. Quando si sentono minacciati i ricci si arrotolano su se stessi formando una palla, grazie all'azione di potenti muscoli che partono dalla testa e dal collo prolungandosi sui fianchi fino al posteriore. In questa posizione gli aculei proteggono tutto il corpo. Durante il giorno i ricci si nascondono nelle siepi e in terreni boscosi nei pressi dei centri abitati, mentre di notte emergono dai loro nascondigli per cacciare. Si nutrono di insetti, vermi, rane, serpenti, topi e uova di uccelli. Durante l'inverno i ricci europei vanno in letargo, ma il loro sonno non è profondo e occasionalmente si svegliano ed escono dai loro nidi di foglie secche per cacciare. Fra giugno e settembre la femmina del riccio europeo (Erinaceus europaeus) partorisce una o due nidiate, ciascuna composta in media da un minimo di 4 a un massimo di 8 piccoli.
Affini ai ricci sono le gimnure, appartenenti ai generi Podogymnura Echinosorex e Hylomys. Una specie, il ratto lunare (Echinosorex gymnurus), vive nelle pianure del Borneo, di Sumatra e della penisola malese.
Classificazione scientifica: I ricci appartengono alla famiglia degli erinaceidi. I ricci euroasiatici appartengono al genere Erinaceus, quelli africani al genere Atelerix, i ricci a orecchie lunghe al genere Hemiechinus e i ricci del deserto al genere Paraechinus.





