Il cinghiale... Mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei suidi, progenitore del maiale domestico. In Italia è tuttora abbastanza comune, fatta eccezione per la Sicilia.
Originario dell'Europa e in passato diffuso in tutto il continente nativo, nell’Africa settentrionale e nelle regioni dell’Asia sudoccidentale, oggi è regredito in molte zone; ad esempio, è scomparso dalla Gran Bretagna e dalla Scandinavia. In Sardegna è presente la sottospecie Sus scrofa meridionalis; il cinghiale maremmano (Sus scrofa majori), invece, un tempo comune nelle regioni centrali, è quasi completamente scomparsa in seguito all’introduzione di altre varietà e all’incrocio con esse.
CARATTERISTICHE FISICHE
Tracce animali Se l'osservazione diretta della fauna selvatica richiede in molti casi lunghi appostamenti e una profonda conoscenza delle abitudini delle specie in esame, più frequente è la possibilità di imbattersi in tracce che indicano in modo inequivocabile la presenza degli animali. Le impronte delle zampe, impresse sulla neve o sul fango, possono fornire un gran numero di preziose informazioni sull'individuo che le ha prodotte: la specie, l'età, l'andatura, il territorio da esso occupato; il confronto con altre tracce, ad esempio, può fare capire se l'animale stava inseguendo una preda oppure lottando con un suo simile o, ancora, se si trattava di un piccolo che seguiva la madre. In qualche caso, il ritrovamento di qualche esile traccia ha costituito un' importante scoperta naturalistica, perché ha rivelato il ritorno di una specie in una zona da cui era scomparsa
Il cinghiale europeo ha un colore nero-grigiastro, è lungo circa 1,2 m ed è alto 90 cm al garrese; ha un pelo corto e folto, cosparso di setole che, in alcune varietà, formano una criniera lungo il dorso (giarra). I giovani sono di colore più chiaro, con strisce pallide. La coda è corta e termina con un ciffo di setole. Le dita che poggiano al suolo sono il terzo e il quarto; il secondo e il quarto dito, regrediti, permangono sotto forma di speroni. I denti canini crescono fino a diventare vere e proprie zanne, ricurve verso l'alto e a volte lunghe anche 30 cm; sono utilizzate per la difesa, per i combattimenti intraspecifici e per scavare nel terreno alla ricerca di cibo; nei maschi sono più sviluppati che nelle femmine. Le diverse popolazioni di cinghiali presentano una notevole variabilità di taglia e di aspetto, che dipende probabilmente da incroci fra cinghiali e maiali domestici, scappati e reinselvatichiti.
COMPORTAMENTO E RIPRODUZIONE
I cinghiali vivono generalmente nei boschi, preferibilmente acquitrinosi, e si muovono in esigui gruppi, cibandosi soprattutto di tuberi, radici, bacche, granaglie, larve di insetti e lombrichi; occasionalmente uccidono e divorano animali di piccola taglia. La tendenza ad adattarsi a qualunque tipo di cibo ha certamente contribuito a rendere questi animali appetibili per la domesticazione e l’allevamento. Attivi durante la notte e alla luce crepuscolare, durante il giorno i cinghiali rimangono pressoché inattivi, riparati tra il fogliame dei cespugli, o immersi nel fango: rivestendosi di uno strato di fango, infatti, favoriscono il mantenimento della temperatura corporea; quando lo strato si secca, se ne liberano strofinandosi contro i tronchi degli alberi.
Il periodo dell’accoppiamento per i cinghiali coincide con i mesi invernali. I maschi fanno irruzione nei branchi delle femmine e si accoppiano con tutte le esemplari disponibili. Talvolta, per poter accedere alle femmine si confrontano con altri maschi, conducendo combattimenti non particolarmente cruenti: rimanendo fianco a fianco, i due contendenti si colpiscono sulle spalle con i lunghi canini. Le femmine partoriscono in primavera, dando alla luce fino a 8 piccoli. Questi rimangono presso la madre per circa un anno; quindi, se maschi, si allontanano dal gruppo, altrimenti rimangono nel branco delle femmine.
Classificazione scientifica: Il cinghiale è classificato Sus scrofa nella famiglia dei suidi, ordine degli artiodattili, classe mammiferi, phylum cordati.





