Il lupo... Nome comune di due specie di mammiferi carnivori della famiglia dei canidi: Canis lupus, meglio noto come lupo grigio, e Canis rufus, detto lupo rosso.
CARATTERISTICHE FISICHE
Un lupo grigio adulto misura circa 1,5 m di lunghezza coda compresa, e pesa fino a 80 kg. Ha il mantello giallo-rossiccio o grigio-giallastro, con chiazze nere sul dorso e bianche sul ventre; nelle regioni più settentrionali, tuttavia, non è raro trovare individui con il mantello uniformemente bianco. Il lupo rosso è mediamente più piccolo del lupo grigio, e ha un mantello di colore rossastro. Entrambe le specie sono caratterizzate da una dentatura potente, una coda cespugliosa e pupille rotonde.
HABITAT E COMPORTAMENTO
I lupi sono ugualmente a proprio agio nelle praterie aperte, nelle foreste e in ambienti montuosi. D'inverno si spostano in branchi alla ricerca di cibo, vale a dire di piccoli mammiferi e uccelli. In genere scelgono prede deboli, animali vecchi o molto giovani, per catturarli più facilmente. In mancanza di prede vive, si accontentano anche di carogne o di qualche vegetale. La tana può essere una grotta, un boschetto o una buca nel terreno appositamente scavata. L'accoppiamento avviene in primavera e la femmina partorisce da 1 a 11 cuccioli. Questi normalmente restano con i genitori fino all'inverno successivo, ma possono rimanervi anche più a lungo. I genitori e i piccoli costituiscono un'unità sociale che delimita e difende un territorio marcato mediante la deposizione di escrementi. Soprattutto in inverno possono unirsi ad altri gruppi familiari, per formare branchi più numerosi. Questi, detti mute, sono generalmente guidati da una coppia leader, che in ambito scientifico viene detta coppia alfa. In quanto animali sociali, i lupi esibiscono comportamenti che esprimono chiaramente dominanza o sottomissione nei confronti di altri membri del branco.
DISTRIBUZIONE ED ECOLOGIA
ne rimangono solo esigue popolazioni. La loro diminuzione si deve in parte alla violazione dei loro territori, in parte alla loro eliminazione diretta, operata dall’uomo per difendere gli animali domestici dai loro attacchi. L’attività predatoria di questi canidi li colloca in una posizione importante all'interno della rete alimentare; lo testimonia il fatto che in alcune regioni, la loro decimazione ha portato a un eccessivo aumento di altre specie animali.
Classificazione scientifica: Il lupo grigio (Canis lupus) e il lupo rosso (Canis rufus) appartengono alla famiglia dei canidi dell’ordine dei carnivori, classe mammiferi, subphylum vertebrati, phylum cordati.
Curiosità: Il Lupo grigio, che un tempo viveva in tutte le zone a nord delle foreste equatoriali, è stato scacciato e solo pochi esemplari vivono sulle montagne degli Appennini. I branchi più numerosi si trovano negli Abruzzi e nel massiccio Silano. Il lupo silano, fino a qualche decennio addietro, si poteva sentire ululare ogni notte:erano i richiami che usavano i vari componenti del branco per tenersi in contatto. Si assisteva, così allo spettacolo dei cani randagi che si riunivano e, formando uno schieramento a forma di piramide,con gli animali più forti alle prime posizioni, rispondevano abbaiando,fino alle prime luci dell'alba. Raramente venivano a contatto tra di loro. Né i lupi si azzardavano ad avvicinarsi troppo agli abitati,tranne che durante il periodo invernale, quando,come annualmente si verificava, infierivano fra qualche gregge ed arrivavano fino alla periferia dei paesi silani. Fino a pochi anni addietro, per gli abitanti della Sila il lupo costituiva un serio pericolo e, anche se non attaccava l'uomo se non quando gli era preclusa ogni altra via per mettersi in salvo,metteva spesso in pericolo intere greggi alle porte della capanne dei pastori era frequente vedere appese pelli di animali: erano delle bestie che erano state razziate e che il pastore esponeva alla pubblica vista perché il padrone del gregge fosse informato che i lupi gli avevano causato delle perdite. I "lupari" di professione, a cavallo, andavano in cerca di lupi da uccidere, ed anche l'occasionale uccisore di una bestia riceveva, facendo il giro di ciascuna abitazione, doni e fama di essere un "forte". L'assurda caccia che gli è stata data, la costruzione di innumerevoli strade fra i boschi e l'impoverimento della selvaggina (c'è chi testimonia di avere visto dei lupi brucare l'erba), hanno decimato i branchi che ora vengono protetti. Secondo la leggenda, la vittima più illustre dei lupi fu Milone, il famoso atleta di Crotone che, fidando nella sua grande forza, stava cercando di spaccare un ceppo con le mani. Questo gli si chiuse sulle mani, imprigionandogliele. Reso vulnerabile e incapace di scappare, fu sbranato dalle belve.





