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Flora

 

La flora apriglianese è caratterizzata da diverse specie. Si va dal più comune olivo a varietà più rare come la Sequoia (Sequoiadendron giganteum) e l'Abete del Caucaso (Abies nordmanniana), casi unici in Calabria. Accanto a queste rarità, al suolo, nel sottobosco, vegeta copiosa la felce aquilina, ed il principe dei funghi, il porcino (Boletus edulis).

ABETE

Nome comune delle piante arboree sempreverdi che costituiscono il genere Abies della famiglia delle pinacee. Apprezzati come alberi da legname, gli abeti presentano una notevole affinità con i pini e i pecci, anch’essi appartenenti alla famiglia delle pinacee. Delle circa 25 specie diffuse in tutto l'emisfero boreale, l’abete bianco (Abies alba) è uno dei più noti e rappresentativi in Europa.
CARATTERISTICHE FISICHE
Pigne e foglie di abete In quanto pianta conifera, l'abete produce semi alati, protetti da pigne legnose e foglie aghiformi. Queste ultime sono inserite singolarmente sui rami e presentano una nervatura centrale, di colore biancastro, sulla pagina inferiore. Gli abeti presentano un tronco alto e diritto, da cui si dipartono rami orizzontali (ramificazione simpodiale) più lunghi alla base e più corti sulla punta. I coni sono eretti, composti da sottili squame in formazione compatta, su ciascuna delle quali è inserito un seme alato; le squame, quando il cono giunge a maturazione, si staccano lasciando sul ramo l’asse nudo. Le foglie, aghiformi e appiattite, sono inserite singolarmente sui rami in due serie opposte complanari; ognuna di esse presenta un'evidente nervatura centrale sulla pagina inferiore, di colore biancastro. La corteccia, che reca sacche resinifere, è generalmente liscia negli individui giovani e fissurata in quelli più vecchi.
Classificazione scientifica: Gli abeti costituiscono il genere Abies della famiglia delle pinacee, ordine pinali, classe conifere, divisione gimnosperme.

ABETE DEL CAUCASO

(Abies nordmanniana)
Famiglia Pinaceae
Foglie: sempreverdi, aghiformi, appiattite, apice arrotondato; la parte inferiore presenta due bande chiare. Aghi disposti in modo spiralato o in doppia fila tutto intorno al ramo
Fiori: albero monoico dove le strutture riproduttive maschili sono costituite da coni raggruppati di colore inizialmente rossiccio. I coni femm. sono isolati e si formano solo sui palchi più alti.
Frutti :pigne erette di 15 cm provviste di squame uncinate
Portamento: nelle nostre zone può raggiungere i 30 m( il doppio nelle zone di origine).

Pianta originaria delle regioni caucasiche e dell' Asia minore. E' utilizzata a scopo ornamentale e per la maggiore rusticità rispetto all' abete bianco. Il nome scientifico è dedicato al botanico finlandese A. Von Nordmann che insegnava ad Odessa e lo scoprì nel Caucaso nel 1836.
Nelle zone di origine è impiegato anche come essenza da legno.

AGRIFOGLIO

Nome comune della pianta sempreverde classificata Ilex aquifolium nella famiglia delle aquifoliacee. Si tratta di un arbusto o piccolo albero alto 5-8 m, dalla chioma di forma conica, diffuso in Europa, nell’Asia occidentale e in alcune regioni dell’Africa. Ha foglie coriacee e persistenti, con margini spinosi o lisci, a seconda che si trovino sui rami più bassi o sui germogli. I fiori, piccoli e bianchi, hanno 4 petali, stami e pistillo separati; i frutti sono drupe rosse contenenti 4 noccioli coriacei, ciascuno contenente un unico seme. L’agrifoglio è una pianta dioica: i fiori maschili e quelli femminili crescono su individui diversi. Esistono numerose varietà di agrifoglio, diverse per portamento (arbustivo o arboreo), per forma della chioma, colore delle foglie; quest’ultimo può essere verde uniforme o variegato di giallo. Oltre alla specie Ilex aquifolium, il nome di agrifoglio indica numerose altre specie del genere Ilex: tra le più comuni, Ilex decidua e Ilex verticillata, entrambe diffuse in Nord America, e Ilex serrata, originaria del Giappone.
Classificazione scientifica: L’agrifoglio è classificato Ilex aquifolium nella famiglia delle aquifoliacee.

 

CASTAGNO

Nome comune di una serie di alberi caducifogli, appartenenti alla famiglia delle fagacee e conosciuti per i loro deliziosi frutti commestibili. Il castagno comune, di origine euroasiatica e nordafricana, è molto diffuso in Italia, dove forma castagneti secolari. Raggiunge i 30  m d'altezza e il tronco può misurare fino a 2 m di diametro. Oltre che per i frutti, esso viene anche coltivato per il suo legno resistente e leggero. Gli alberi di castagno sono sensibili all'attacco da parte di funghi patogeni, responsabili di due gravi malattie: il cancro corticale del castagno e il mal dell'inchiostro (vedi Malattie delle piante). In particolare, il cancro corticale è causato dal fungo Endothia parasitica e si manifesta con gravi depressioni di colore rossastro della corteccia. determina gravi depressioni. Questa malattia ha sterminato quasi tutti gli alberi di castagno degli Stati Uniti, che erano il segno distintivo del paesaggio delle foreste nord e centro-orientali. In Europa e in particolar modo nel bacino del Mediterraneo i castagni sono da sempre utilizzati come un'importante fonte di cibo e di legname. Le foglie sono grandi e a margine dentato, mentre i fiori sono raccolti in infiorescenze ad amento. I frutti sono avvolti a maturità da un involucro spinoso, detto riccio, all'interno del quale si sviluppano da uno a tre acheni commestibili, rivestiti da una buccia marrone. Classificazione scientifica: I castagni appartengono alla famiglia delle fagacee. Il nome scientifico della varietà europea più diffusa è Castanea sativa, mentre quello della varietà americana quasi estinta è Castanea dentata. I castagni cinese e giapponese sono classificati rispettivamente come Castanea mollissima e Castanea crenata.

FRASSINO

Nome comune di un genere di circa 70 specie arboree e arbustive appartenenti alla famiglia delle oleacee, originarie delle regioni temperate dell'emisfero boreale e ampiamente coltivate per il loro pregiato legname o a scopo ornamentale. In Italia, le specie più diffuse sono il frassino maggiore (Fraxinus excelsior) e l’orniello (Fraxinus ornus), comuni nelle regioni centrosettentrionali, su terreni mediamente umidi, o lungo i viali delle città.
CARATTERISTICHE FISICHE I frassini sono alberi imponenti, alti da 25 a 40 m. La loro chioma è costituita da foglie composte, disposte in modo opposto lungo i rami; ognuna di esse è imparipennata, composta da 5-9 foglioline dal margine finemente dentellato. I fiori sono minuscoli, di forma tubulare, biancastri o violacei, solitamente riuniti in infiorescenze a pannocchia e spesso privi di sepali o di petali; sbocciano all'inizio della primavera e producono un frutto secco, indeiscente e alato, detto samara.
SPECIE RAPPRESENTATIVE Il frassino maggiore, o frassino comune europeo (Fraxinus excelsior), cresce spontaneamente in tutta Europa fino a 1500 m di quota. Alto fino a 40 m, ha una chioma distribuita in modo irregolare e fiori privi di calice, riuniti in infiorescenze a pannocchia. Come il frassino bianco d’America (Fraxinus americana) e la specie Fraxinus sieboldiana, produce un legno particolarmente pregiato, ampiamente usato in ebanisteria. L'orniello (Fraxinus ornus) ha dimensioni mediamente più piccole rispetto alle altre specie, raggiungendo un massimo di circa 10 m. Produce vistose infiorescenze coniche costituite da fiori profumati color bianco-crema, e una particolare resina che trasuda dai rami e si indurisce fino a diventare una gomma dolce, detta manna; nel bacino del Mediterraneo la manna ha rappresentato per millenni una preziosa fonte di cibo, soprattutto in tempi di carestia.
Classificazione scientifica: Le diverse specie di frassino costituiscono il genere Fraxinus della famiglia delle oleacee, ordine oleali, classe dicotiledoni, divisione angiosperme.

OLIVO

Nome comune delle piante arboree o arbustive classificate nel genere Olea della famiglia delle oleacee. L’olivo (nella specie olea europaea) presenta in due sottospecie: olivo coltivato o domestico (olea europaea ssp. Sativa) e olivo selvatico o oleastro (olea europaea ssp. oleaster). Il primo è un albero alto di norma da 4 a 10 m., con tronco nodoso e contorto, rivestito di una corteccia grigiastra, su cui spesso si incrostano dei licheni, rami lisci, foglie semplici e opposte, con la pagina superiore lucida e coriacea, sempreverdi, lanceolate, di un verde caratteristico di sopra, biancastro di sotto, perché coperto di fitti peli stellati, fiori piccoli e poco vistosi, bianchi, crescono tra aprile e giugno, in piccole pannocchie; il frutto è una tipica drupa di forma ellissoidale verde da acerba e nerastra quando è matura, con mesocarpo carnoso contenente grande quantità di olio, endocarpo (nocciolo), grande e duro, contenente un solo seme. L’oleastro è più piccolo, a chioma molto raccolta, rami spinescenti, foglie strette, corte, piccole, frutto piccolo, con mesocarpo poco sviluppato, cresce nei luoghi rupestri, isolato o in forma boschiva nella regione mediterranea. È usato, di rado, solo per innesto. Dell’olivo domestico (che fornisce anche un bel legno giallastro con venature nere, duro, compatto, lucidabile, molto adatto per mobili di lusso perché sopporta umidità, insetti, muffe) si conoscono molte varietà, distinte innanzi tutto per i caratteri del frutto: in Italia è estesamente coltivato in tutte le regioni. Originaria del Mediterraneo orientale, questa specie è ormai largamente diffusa in tutta l'Europa meridionale e in altre regioni a clima tipicamente mediterraneo e costituisce uno degli elementi principali della vegetazione a macchia. I frutti freschi e maturi di Olea europaea contengono circa il 20% di olio: quest'ultimo viene commercializzato e utilizzato sia come olio da tavola, da consumare crudo, che per la cottura dei cibi. Le olive da tavola possono essere messe in salamoia mature o acerbe; quelle mature, quando sono fresche, sono nero-bluastre e durante la macerazione in salamoia diventano nere.


PINO

Denominazione comune di circa 35 specie arboree appartenenti a uno stesso genere della famiglia delle salicacee e originarie perlopiù delle regioni settentrionali dell'emisfero boreale. Nonostante il loro ciclo vitale sia relativamente breve, i pioppi raggiungono velocemente grandi dimensioni (in media 30 m d'altezza) e producono un legno tenero, largamente utilizzato nella produzione di carta e casse da imballaggio. In genere presentano piccole foglie verde scuro, seghettate, e amenti maschili e femminili pendenti. Tra le specie più diffuse si annoverano: il pioppo bianco, nativo dell'Europa centroccidentale e dell'Asia centrale; il pioppo balsamico, originario del Nord America e coltivato anche in Europa (può raggiungere anche 80 m d'altezza e produce numerosi semi cotonosi); il pioppo nero, una specie eurasiatica da cui sono state ottenute numerose varietà, come il pioppo italico o lombardo, spesso piantato per formare barriere frangivento; il pioppo tremulo, di origine europea e molto diffuso in Italia.
Classificazione scientifica: Le varie specie di pioppo appartengono al genere Populus della famiglia delle salicacee. Il nome scientifico del pioppo bianco è Populus alba, quello del pioppo balsamico è Populus balsamifera, quello del pioppo nero è Populus nigra, quello del pioppo tremulo è Populus tremula, quello del pioppo di Lombardia è Populus nigra italica.

 

PIOPPO

Denominazione comune di circa 35 specie arboree appartenenti a uno stesso genere della famiglia delle salicacee e originarie perlopiù delle regioni settentrionali dell'emisfero boreale. Nonostante il loro ciclo vitale sia relativamente breve, i pioppi raggiungono velocemente grandi dimensioni (in media 30 m d'altezza) e producono un legno tenero, largamente utilizzato nella produzione di carta e casse da imballaggio. In genere presentano piccole foglie verde scuro, seghettate, e amenti maschili e femminili pendenti. Tra le specie più diffuse si annoverano: il pioppo bianco, nativo dell'Europa centroccidentale e dell'Asia centrale; il pioppo balsamico, originario del Nord America e coltivato anche in Europa (può raggiungere anche 80 m d'altezza e produce numerosi semi cotonosi); il pioppo nero, una specie eurasiatica da cui sono state ottenute numerose varietà, come il pioppo italico o lombardo, spesso piantato per formare barriere frangivento; il pioppo tremulo, di origine europea e molto diffuso in Italia.
Classificazione scientifica: Le varie specie di pioppo appartengono al genere Populus della famiglia delle salicacee. Il nome scientifico del pioppo bianco è Populus alba, quello del pioppo balsamico è Populus balsamifera, quello del pioppo nero è Populus nigra, quello del pioppo tremulo è Populus tremula, quello del pioppo di Lombardia è Populus nigra italica.

QUERCIA

Nome comune delle circa 300 specie di piante legnose, arboree o arbustive, che costituiscono il genere Quercus della famiglia delle fagacee. Diffuse nelle regioni temperate dell'emisfero boreale, le querce sono ampiamente diffuse anche in Italia, dove costituiscono il tratto distintivo di molti boschi e foreste.
CARATTERISTICHE: Le querce hanno dimensioni molto variabili: alcune sono poco più alte di un arbusto, altre superano i 30 m. Si differenziano dagli altri membri della famiglia delle fagacee per alcune particolarità come la struttura dei fiori (unisessuali, minuti e riuniti in infiorescenze ad amento) e il tipico frutto, costituito da una ghianda. I fiori sbocciano in primavera, quasi in concomitanza con la comparsa dei germogli fogliari. Appena sbocciati, producono grandi quantità di polline, la cui dispersione è affidata al vento (impollinazione anemogama). Le foglie possono essere caduche, sempreverdi o semipersistenti; in quest’ultimo caso, rimangono sulla pianta per tutto l’inverno e cadono in primavera, quando sono già pronte quelle nuove in sostituzione. La loro forma varia molto da specie a specie e, talvolta, anche nell’ambito di una stessa specie; la foglia più tipica è semplice, presenta margini lobati ed è completa di stipole alla base (piccole strutture verdi simili a foglioline, poste ai lati del picciolo). La ghianda è sormontata da una cupola costituita di numerose squamette, talvolta spinose. Il legno ha proprietà differenti nelle diverse specie; il più pregiato è quello del rovere e della farnia.
SPECIE RAPPRESENTATIVE Le specie che crescono nell'Europa centrale e settentrionale, come il rovere (Quercus petraea) e la farnia (Quercus rober), sono perlopiù a foglie caduche, mentre quelle predominanti nelle regioni mediterranee, come la quercia spinosa (Quercus coccifera) e il leccio (Quercus ilex), sono specie sempreverdi. La farnia ha un fusto molto ramificato e foglie a margine lobato, munite di un picciolo breve o assente e di stipole alla base. Il rovere ha anch’esso foglie lobate, ma prive di stipole e dotate di un picciolo più lungo. La roverella (Quercus pubescens) non supera i 3-4 m di altezza, ha foglie semipersistenti, lobate in modo non accentuato, con la pagina inferiore ricoperta di una peluria sottile. Il leccio (Quercus ilex) ha foglie coriacee sempreverdi, con margine liscio o al più dentato nelle piante giovani; è una delle specie più comuni della vegetazione mediterranea. Il cerro (Quercus cerris) ha dimensioni imponenti ed è caratterizzato da una corteccia spessa e spugnosa, profondamente fissurata; le sue ghiande recano una cupola con squame spinose. Il legno delle querce, particolarmente duro e resistente, viene largamente impiegato in ebanisteria o come materiale per mobili, doghe di botti, impiallacciature e pavimentazioni; in passato veniva utilizzato anche per costruire edifici e natanti. Dalla spessa corteccia spugnosa della sughera (Quercus suber), una specie che cresce nelle regioni mediterranee, si ricava il sughero, un materiale leggero e impermeabile, utilizzato ad esempio per i turaccioli. La corteccia di numerose specie contiene dei composti noti come tannini, utilizzati nella concia delle pelli, e altre sostanze impiegate per tinture.
Classificazione scientifica: Le querce costituiscono il genere Quercus della famiglia delle fagacee, ordine fagali, classe dicotiledoni, divisione angiosperme.

SEQUOIA

(Sequoiadendron giganteum)
Famiglia Taxodiaceae
Foglie: persistenti, aghiformi(quasi squamiformi), rigidi e appuntiti con la punta rivolta verso l' esterno.
Fiori : maschili e femminili sulla stessa pianta, coni sia i maschili che i femminili(leggermente più grandi) all' apice dei rami.
Frutti: strobili ovali di 6-8 cm per 4-5 di diametro, maturano in due anni.
Portamento: in Italia arriva max a 50 m di altezza.
L'areale di quest'albero gigantesco è quello delle pendici orientali della Sierra Nevada in California, tra 1500 e 2400 m di altitudine. Vi si osservano esemplari di grandi dimensioni, alti piú di 90 m e con diametri superiori ai 9 m. Questa conifera infatti è la pianta che raggiunge in assoluto i diametri maggiori tra le conifere (tra le latifoglie il primato spetta al baobab). Ciò è dovuto all'estrema longevità della sequoia gigante, che pare possa superare l'età di 2000 anni. In Europa è stata introdotta come ornamentale verso il 1830 e molti esemplari raggiungono già 50 m di statura. Dimostra notevole rusticità e adattabilità a qualsiasi substrato, sopportando bene il freddo. Il legno, di colore rossastro, è facile da lavorare e buon combustibile.


 


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