E' una ricetta calabrese tipica delle festività natalizie, si usa prepararli in particolare il giorno dell'immacolata e mangiarli in compagnia di amici e parenti. Si presentano come ciambelle fritte in olio, eventualmente riempite con acciuga e come variante possono essere fatte delle palline da riempire a piacere (acciuga, nduja, rosamarina calabra e caciocavallo).
Le preparazioni variano molto in base alla località calabrese, dal tipo di farina usata, alla percentuale di patate sulla farina (100%,50%, nessuna in alcune zone), dosi di lievito e tempi di lievitazione, formatura dei panetti etc.
Dosi per 6 persone:
* 500 gr di farina bianca,
* 20 gr di lievito di birra,
* 500 gr di patate,
* un pizzico di sale,
* zucchero a velo (per la versione dolce)
Preparazione:
Lessare le patate, pelarle, passarle allo schiacciapatate e unirvi il lievito di birra disciolto in mezzo bicchiere d'acqua tiepida. Impastare fino ad ottenere una pasta morbidissima, aggiungere allora la farina, altra acqua tiepida e un pizzico di sale. Lavorare accuratamente la pasta e modellare dei panetti. Fare lievitare, coperte da un canovaccio, i panetti per un paio d'ore, poi modellarle come ciambelle e friggerle in abbondante olio bollente fino a quando saranno ben gonfie e avranno raddoppiato il loro volume. Sgocciolare i cullurielli dorati e croccanti (spolverandoli di zucchero a velo, nel caso in cui vogliate utilizzarli come dolci). La tradizione vuole che i cullurielli si consumino anche imbottiti, in diverse località calabresi si usano infatti gli alici sotto sale o la nduja per arricchire il nostro culluriello. Nel caso di ripieno, molto spesso si preferisce lasciare la forma di panetto anzichè modellarla in ciambelle.


